PROGETTO PER LA FRUIZIONE E LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO ARTISTICO DEL LAZIO. Un progetto pilota elaborato dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio per migliorare la fruizione e la valorizzazione del patrimonio della regione attraverso una serie di iniziative integrate tra loro.
Il progetto nasce dall’idea che la Soprintendenza BSAE del Lazio necessiti di nuovi e differenti processi di azione sul proprio patrimonio e dalla scelta di considerare il Lazio come un vero e proprio Museo Diffuso, sviluppando sul territorio tutte le attività che normalmente si svolgono in una istituzione museale. L’iniziativa si avvale della collaborazione degli Atenei romani, degli Enti territoriali ecclesiastici e dell’Università della Tuscia, e renderà possibile l’attivazione di tirocini per giovani laureati.
La prima azione consiste in un’attività di musealizzazione del patrimonio delle chiese laziali, al fine di migliorarne la fruizione e valorizzarne il significato storico, artistico e religioso. Il progetto prevede la realizzazione di brevi didascalie in italiano e in inglese, con particolare riferimento alle iconografie, il cui significato, agli occhi dei visitatori, si va progressivamente perdendo. Contemporaneamente è stata avviata la pubblicazione di una collana di repertori fotografici che illustrano differenti settori dell’arte del Lazio dal medioevo sino al XIX secolo. E’stata inoltre costituita una collana di pubblicazioni sui restauri curati dalla Soprintendenza, nella quale sono stati pubblicati i primi sei numeri. Di prossima uscita il primo numero della rivista ufficiale della Soprintendenza: “Nel Lazio. Guida al Patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico del Lazio”, indirizzata tanto al pubblico degli studiosi quanto a quello degli amanti del territorio. Un’ulteriore sezione del progetto riguarda l’allestimento di mostre su pittori nati o attivi nel Lazio, con particolare attenzione verso gli autori che maggiormente hanno lasciato tracce del loro operato nei centri laziali, come Scipione Pulzone da Gaeta e GirolamoTroppa.
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