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COMUNICATO STAMPA
Mostra
Venanzo Crocetti

Sculture e opere su carta dal 1934 al 1998

Dal giorno 7 gennaio presso l’Ex Chiesa di San Giovanni Battista degli Almadiani a Viterbo, è visitabile la mostra dal titolo Venanzo Crocetti. Sculture e opere su carta dal 1934 al 1998, curata dalla Fondazione Museo Crocetti di Roma e promossa dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio, dalla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università della Tuscia e dal Comune di Viterbo. La mostra con opere in bronzo e disegni propone un’esauriente panoramica dell’attività creativa di uno dei più noti scultori italiani del XX secolo, già presentata nel prestigioso Palazzo Zenobio di Venezia e nei prossimi mesi ospitata in Giappone. L’esposizione si configura come un primo omaggio al Maestro in previsione delle significative iniziative che saranno a lui dedicate in occasione della celebrazione nel 2013 per il centenario della sua nascita. Nella tappa viterbese la mostra, realizzata grazie alla disponibilità del funzionario di zona dottoressa Rosalba Cantone e all’entusiasmo di Patrizia Ferretti responsabile per le Arti Contemporanee, si arricchisce di una nuova sezione dedicata alle opere realizzate dallo scultore a Roma e nel Lazio. Sarà esposta, accanto alle fanciulle bagnanti, ai pescatorelli, ai cavalieri, all’universo espressivo di Crocetti, la documentazione delle opere che l’artista ha eseguito su commissione per edifici sacri pubblici e privati, anche monumentali, che coprono l’arco della sua vita artistica: il monumentale San Michele di Aprilia (1936); il portale principale della chiesa di San Benedetto a Pomezia, con l’altorilievo rappresentante la vita del Santo, ed i pannelli dei quattro Evangelisti in bassorilievo (1037) per passare alla decorazione complessa e polimaterica della Cappella di Santa Agnese nella Basilica di Sant’Eugenio a Roma (1953), seguita dal gruppo bronzeo raffigurante Gesù Crocifisso con San Giovanni e la Madonna Addolorata.; la VII Stazione della Via Crucis per Santa Maria di Montesanto nota come “Chiesa degli Artisti”, a piazza del Popolo, quasi un‘anticipazione della Via Crucis bronzea per la Basilica di San Giovanni Bosco del 1958; la Porta dei Sacramenti per la Basilica di San Pietro (1949-65), di cui è esposto in mostra il bozzetto; le Fontane con i cervi, esempio di scultura in argento, per il Battistero di San Giovanni in Laterano e la Conversione di San Paolo del 1976, parte della Raccolta Paolina dei Musei Vaticani; la cantoria, con angeli musicanti, realizzata ad Amatrice nella chiesa dell’Assunzione, fino alla copia del San Michele di Aprilia, realizzata per il suo studio. In occasione della mostra si terranno delle visite guidate gratuite rivolte alle scuole di ogni ordine e grado del comune di Viterbo e provincia, a cura degli studenti di Storia dell’arte contemporanea dell’Università.


Venanzo Crocetti
Sculture e opere su carta dal 1934 al 1998
8 gennaio - 29 gennaio 2012

Ex Chiesa di San Giovanni Battista degli Almadiani
Piazza del Sacrario, Viterbo

Ingresso libero con visite guidate gratuite
da Lunedi a Venerdi ore 9-13
Sabato e Domenica ore 10-13 e 15-18



Responsabile Ufficio Stampa della SBSAE del Lazio Antonella D’Ambrosio
con la collaborazione di Elena Drovandini
Piazza San Marco, 49 - 00186 Roma
Tel. 06 69674232 - Cell. 334 6897410 - Fax 06 69674210
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Foto di Cristina Pallotta e Maria Antonietta Germano da Tusciamedia.com



San Francesco

COMUNICATO STAMPA
FRANCESCO, IL SANTO

Capolavori nei secoli e dal territorio reatino
Rieti, 16 giugno – 2 settembre 2012

La mostra, ideata da Anna Imponente Soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Lazio e da Gianfranco Formichetti Assessore alla cultura del Comune di Rieti, con la fattiva collaborazione del Museo e Archivio Diocesano di Rieti, della Provincia e Camera di Commercio di Rieti, della Fondazione Varrone, del Centro Europeo di Studi Agiografici, dell’Ordine dei Frati Minori di Roma e del Comitato Amici del Cammino di Francesco, propone dal 16 giugno al 2 settembre 2012 alcuni fra i più importanti protagonisti della storia dell’arte italiana, allo scopo di promuovere la conoscenza, sul piano biografico e iconografico, del Santo di Assisi, una delle figure chiave del misticismo occidentale, e di valorizzare il territorio reatino nella storia del francescanesimo.
La Città di Rieti è il centro della bellissima e incontaminata Valle Santa che, frequentata da Francesco con assiduità dal 1209 al 1225, è testimonianza viva dei momenti fondamentali del Francescanesimo: la scrittura della Regola bollata nel Santuario di Fonte Colombo (definito Il Sinai francescano), la rappresentazione del primo presepe vivente nel Santuario di Greccio, nella notte di Natale del 1223, l'austera ed essenziale sacralità dello Speco di Poggio Bustone, la pace mistica del santuario di S. Maria della Foresta.
La mostra si articola in tre sedi espositive.
Nella prima, negli spazi del Museo Civico di Rieti, saranno esposti alcuni degli esempi più significativi dell’immagine di San Francesco nelle sue diverse declinazioni iconografiche con un nucleo di capolavori provenienti da diversi musei nazionali: opere di artisti tra i più celebri, come le tavole di Cimabue e Margaritone d’Arezzo per il Medioevo, Antoniazzo Romano (un capolavoro presente nel Museo ospitante la mostra) per il Rinascimento, Correggio e Tiziano, Annibale Carracci e Pietro da Cortona, Tiepolo e Alessandro Magnasco rispettivamente per il Cinque, Sei, Settecento e Francesco Podesti e Domenico Morelli per l’Ottocento, per il Novecento Duilio Cambellotti e Adolfo Wildt, per giungere all’originale interpretazione fornitane ai nostri giorni da Norberto e Mimmo Paladino. Si è scelto di individuare capolavori in grado di illustrare i principali episodi della biografia di Francesco, interpretati nelle diverse declinazioni stilistiche che segnano l’evoluzione del linguaggio artistico, accomunati dalla intensità espressiva e spirituale cui la figura del Santo risulta inscindibilmente connessa.
Nella seconda sede, il Salone del Palazzo Papale della Curia reatina che ospita il Museo Diocesano, sono esposte le opere provenienti dal territorio, alcune, conservate in luoghi non visitabili e restaurate per l’occasione, momento importante di valorizzazione e di studio scientifico, selezionate - a Rieti e provincia - tra quanto di più interessante è stato espresso nell’arte sacra in onore di San Francesco: dipinti, sculture e preziosi paramenti sacri che testimoniano l’alta qualità della produzione artistica della zona. Tra le più notevoli si segnalano: la preziosa Croce di Posta del XIV secolo, le tele di Vincenzo Manenti e Alessandro Turchi detto l’Orbetto – dalla chiesa di Santa Maria della Misericordia di Accumoli - del XVII secolo e il dipinto recentemente restituito al caravaggesco Bartolomeo Manfredi, proveniente da Leonessa.
Nella terza sede, gli spazi espositivi che la Fondazione Varrone ha predisposto presso il Complesso San Giorgio, sono raccolti i documenti più importanti riferiti a San Francesco e al Francescanesimo nel territorio reatino dal Duecento ai giorni nostri.


Responsabile Ufficio Stampa della SBSAE del Lazio Antonella D’Ambrosio
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COMUNICATO
Giornata di studio dedicata al restauro degli argenti

Nella consapevolezza che nelle chiese, abbazie, monasteri e conventi del Lazio è custodito e a volte celato un inestimabile tesoro di piccole, preziosissime opere d'arte in oro, argento, bronzo dorato, pietre preziose e pietre dure, perle e coralli, la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici del Lazio ha intrapreso da alcuni anni un attento e capillare lavoro di ricognizione e studio delle suppellettili liturgiche - reliquiari, calici, pissidi, ostensori - appartenenti ad un arco temporale che, iniziando dal X secolo, arriva fino ai nostri giorni. Oggetti d'uso in molti casi testimonianza della fede viva di piccole comunità ecclesiali e di semplici fedeli, in altri casi documenti d'importanti donazioni patrizie che, seppur in piccole dimensioni, assurgono a materiale di elevatissimo valore artistico e storico. E' in quest'ottica che la Soprintendenza B.S.A.E. del Lazio diretta da Anna Imponente, da anni attiva nella progettazione di una grande mostra che presenterà alcune delle moltissime opere di oreficeria eargenteria catalogate e studiate, ha dato il suo patrocinio a una giornata di studi dedicata al restauro degli argenti e alle problematiche relative agli interventi conservativi effettuati nel quotidiano sforzo di tutela di un così prezioso patrimonio nazionale. L'incontro, previsto per il 12 dicembre nel Refettorio Borrominiano presso la Chiesa di Santa Maria in Vallicella in Roma (via della Chiesa Nuova, 3), curato da Sante Guido con la collaborazione dell'Archivio della Congregazione dell'Oratorio, vede l'adesione e la partecipazione attiva, con importanti testimonianze d'interventi di restauro, dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma, dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, dei Musei Vaticani, di numerose Soprintendenze e restauratori privati ed il supporto scientifico dell'Università della Tuscia - Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali e dell'Università La Sapienza di Roma - Facoltà di Fisica. I lavori, il cui tema ad oggi non è mai stato dibattuto, verteranno sulle problematiche del corretto approccio conservativo in rapporto, soprattutto, al dibattuto argomento dell'identificazione di una patina storica dell'argento basata su una diversa valutazione dei materiali e dei fenomeni di degrado.






Giovedi di Santa Maria



COMUNICATO STAMPA
Nel Lazio. Guida al Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico
Presentazione rivista 1 dicembre ore 17 e 30

Nella letteraria cornice de I Giovedì di Santa Marta promossi da Il Centro per il libro e la lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che si tengono a Roma presso l’ex chiesa di Santa Marta a Piazza del Collegio Romano n.5, il primo dicembre si presenta il secondo numero della rivista semestrale Nel Lazio, curata dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio.
La rivista, pubblicata da L’ERMA di BRETSCHNEIDER con una grafica di per sé accattivante e corredata di significative foto a colori, è stata pensata per essere gradita non solo ad un’utenza di esperti, per i quali comunque è una fonte di notizie specialistiche, ma anche per gli amatori dell’arte o del territorio laziale.
Il primo numero della pubblicazione, consultabile nelle maggiori biblioteche, è stato favorevolmente accolto da un pubblico non solo di tecnici.
Il fascicolo numero 2 Gennaio-Giugno 2011 sarà presentato dal professor Claudio Strinati e dal direttore della pubblicazione Anna Imponente, interverrà il Direttore Generale per le biblioteche gli istituti culturali e il diritto d’autore, Maurizio Fallace, coordinerà il tavolo il critico d’arte e giornalista Gabriele Simongini.


Responsabile Ufficio Stampa della SBSAE del Lazio Antonella D’Ambrosio
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Evento
La Soprintendente per i Beni Storici, Artistici
ed Etnoantropologici del Lazio
Anna Imponente

è lieta di invitarLa alla conferenza
Affreschi restaurati nella Chiesa di San Paolo a Poggio Mirteto
di
Giovanna Grumo
Storica dell’Arte

23 Novembre 2011 - ore 16.45
Sede SIOI, Piazza di San Marco, 51

Sabato 26 Novembre, ore 11
visita guidata a Poggio Mirteto (RI)

Per la visita guidata in loco sarà messo a disposizione un pullman gratuito con partenza da Via delle Botteghe Oscure, 19 alle ore 8,30/9.00*
L’appuntamento per la visita in loco è alle ore 11.30 nel luogo e nel giorno segnalato.
* Per avvalersi del servizio occorre dare adesione scritta al termine delle conferenze (chiamare il giovedì e venerdì successivi per conferme/disdette o eventuali posti disponibili ai n. 0669674202- 0669674232).





COMUNICATO
Affreschi restaurati nella Chiesa di San Paolo a Poggio Mirteto

Ultimo appuntamento annuale per il ciclo di conferenze e visite “Oltre Roma nel Lazio”, progettato da Anna Imponente Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio, in collaborazione con la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI). Nel corso della conferenza di mercoledì 23 ottobre alle ore 16.45 presso la SIOI in Piazza San Marco, 51, la storica dell’arte Giovanna Grumo analizzerà gli affreschi della chiesa più antica di Poggio Mirteto dedicata a San Paolo. L’edificio sorge ai margini del centro urbano, presso l’attuale cimitero. La chiesa fu quasi interamente decorata ad affresco nel XIV secolo, successivamente altri dipinti murali furono eseguiti nel XV e XVI secolo. Gli affreschi, recentemente restaurati, sono di particolare interesse per l’iconografia di alcune scene e per la loro altissima qualità pittorica, in particolare le scene sulla controfacciata che sono di ambito giottesco. Alla conferenza di mercoledì farà seguito, sabato 26 novembre, la visita guidata a Poggio Mirteto (Rieti) con un pullman gratuito messo a disposizione o con appuntamento in loco alle ore 11 circa per i residenti o chi voglia recarvisi autonomamente.


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Evento
La Soprintendente per i Beni Storici, Artistici
ed Etnoantropologici del Lazio
Anna Imponente

è lieta di invitarLa alla conferenza
Cristo nel Labirinto e altri tesori di Alatri
di
Graziella Frezza
Storica dell’Arte

26 Ottobre 2011 - ore 16.45
Sede SIOI, Piazza di San Marco, 51

Sabato 29 Ottobre, ore 11
visita guidata ad Alatri

Per la visita guidata in loco sarà messo a disposizione un pullman gratuito con partenza da Via delle Botteghe Oscure, 19 alle ore 8,30/9.00*
L’appuntamento per la visita in loco è alle ore 11.30 nel luogo e nel giorno segnalato.
* Per avvalersi del servizio occorre dare adesione scritta al termine delle conferenze (chiamare il giovedì e venerdì successivi per conferme/disdette o eventuali posti disponibili ai n. 0669674202- 0669674232).





COMUNICATO

Nel corso della conferenza di mercoledì 26 ottobre alle ore 16.45 presso la SIOI in Piazza San Marco, 51, la storica dell’arte Graziella Frezza analizzerà l’affresco con il Cristo nel Labirinto di Alatri, datato intorno al XIII – inizi del XIV sec.,casualmente rinvenuto nel 1996 in un cunicolo all’interno dei locali dell’ex convento di San Francesco annesso all’attigua chiesa. L’interesse nato dopo il ritrovamento, anche a livello internazionale, da parte di numerosi studiosi è sollecitato soprattutto dall’ unicità iconografica dell’affresco: all’interno del simbolo arcaico del labirinto unicursale, costituito cioè da un unico percorso che conduce al suocentro, è rappresentato il Cristo in sembianze umane. Il restauro a cura della Soprintendenza, iniziato da circa un mese, darà sicuramente un input per comprenderne meglio le origini. L’opera va ad arricchire un ampio patrimonio storico-artistico, che vede nell’Acropoli della città di Alatri il suo emblema più conosciuto. L’appuntamento fa parte del ciclo di conferenze “Oltre Roma nel Lazio”, progettato da Anna Imponente Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio, in collaborazione con la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI). Alla conferenza di mercoledì farà seguito, sabato 29 ottobre, la visita guidata ad Alatri (FR) con un pullman gratuito messo a disposizione.


Responsabile Ufficio Stampa della SBSAE del Lazio Antonella D’Ambrosio
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La Soprintendenza per i Beni Artistici, Storici ed Etnoantropologici del Lazio partecipa alla Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2011 con un Laboratorio didattico all'interno di un progetto organizzato dall'Associazione Culturale "Baby Campus" in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Velletri.
L'iniziativa, dal nome "La Piazza dei bambini", ha lo scopo di sensibilizzare i bambini e le loro famiglie sulle tematiche relative all'alimentazione, alla tutela e al rispetto dell'ambiente ed avvicinarli alla conoscenza del patrimonio artisticoe culturale.
Il Laboratorio didattico organizzato dalla dott.ssa Isabella Del Frate della SBSAE Lazio, dal titolo "Arte nel piatto", intende riproporre in modo creativo e divertente i grandi temi delle nature morte, che verranno rielaborati dai bambini attraverso l'utilizzo di frutta, ortaggi ed oggetti di uso quotidiano.


La piazza dei bambini



COMUNICATO STAMPA

La processione del Venerdì Santo ad Atina


La Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio 2011, con la conferenza dal titolo La processione del Venerdì Santo ad Atina, tenuta dall’etnoantropologa Elisabetta Silvestrini, domenica 25 settembre alle 17, presso il Palazzo Ducale di Atina.
Il tema della conferenza, ampiamente documentata da foto, riguarda la processione del Venerdì Santo che ad Atina ha modalità particolari, per l’impiego di bambini, collocati sulle due macchine processionali – quella della Madonna Addolorata e quella del Cristo Morto. I bambini per l’Addolorata sono vestiti di nero ed oro, quelli per il Cristo Morto, invece, da angeli con abiti chiari o bianchi.
La processione, , in riferimento al complesso dei riti della Settimana Santa ad Atina, viene confrontata con processioni dalle modalità simili, rilevate in altre aree geografiche. Durante la conferenza sarà proiettato anche un documentario realizzato da Francesco De Melis che illustra la devozione ad Atina. Gli altri eventi in programma ad Atina, presso il Palazzo Ducale (Piazza Saturno, 1), il 24 e il 25 settembre sono le mostre Moda e costume ad Atina nei primi anni del Novecento e Atina romana e il suo territorio rispettivamente promosse dal Comune di Atina e dall’Istituto centrale per la demoetnoantropologia con l’Istituto Centrale per i beni sonori ed audiovisivi e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio.


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COMUNICATO STAMPA


Il giorno 22 settembre la Soprintendenza ha presentato, in un servizio filmato da RAI 2, il ritrovamento effettuato nel 2010 dell’affresco nell’abside della chiesa di San Giuliano a Faleria (VT),datato dal funzionario di zona tra il 1497 ed il 1503. Tale arco di tempo è motivato dalla rappresentazione, nell’affresco, di Castel Sant’Angelo dopo i lavori effettuati da papa Alessandro VI (Borgia) su progetto di Antonio da Sangallo il Vecchio. Il castello è inserito entro una panoramica di Roma contemporanea in cui si scorgono i grandi monumenti dell’antichità: il Pantheon, la Colonna Antonina, la Torre delle Milizie.
La committenza degli Anguillara celebra nell’affresco, in cui il tema centrale era l’Incoronazione della Vergine raffigurata nel catino, la sua adesione alla politica borgiana. Per il completamento dei lavori di restauro, la Soprintendenza ha inserito il progetto nella richiesta di finanziamento al Ministero per il triennio 2011-2013.

Servizio TG2 di Loretta Cavaricci andato in onda ore 20.30 del 22 settembre 2011
http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/Page-51fc176a-1c60-4232-a024-732f3ba3f42a.html


Responsabile Ufficio Stampa della SBSAE del Lazio Antonella D’Ambrosio
con la collaborazione di Francesca Zema
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COMUNICATO STAMPA

Il gusto settecentesco per le ‘cineserie’ nelle residenze
aristocratiche della campagna romana


Si parlerà del gusto settecentesco per le cineserienelle residenze aristocratiche della campagna romana nella conferenza tenuta dal prof. Pierfrancesco Fedi mercoledì 21 settembre alle ore 16.45 presso la SIOI in Piazza San Marco 51.
Nell’Europa del XVII e XVIII secolo si assiste allo sviluppo e all’incremento dell’importazione di produzioni artistiche dall’estremo oriente (Cina e Giappone). Nasce il fenomeno delle chinoiserie che trova la più completa espressione nelle scelte estetiche del Rocaille settecentesco, ma le sue implicazioni decorative e ornamentali travalicano i confini della produzione del Rococò francese: in Italia si diffondono all’interno delle grandi corti, portando alla creazione di alcuni altissimi capolavori. Conoscere questo "gusto" vuol dire comprendere quale idea della Cina si avesse all’epoca e quanto sia legato a una lunga tradizione il rapporto tra Oriente e Occidente.
La conferenza fa parte del ciclo Oltre Roma, nel Lazio. Guida al patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico del Lazio organizzato dalla SBSAE, in collaborazione con la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI). Le relazioni, accompagnate da documentazione visiva, hanno lo scopo di avvicinare il Lazio, portarlo a Roma: sono una sorta di vetrina per incuriosire, predisporre al viaggio e conoscere il qualificato lavoro che si svolge sul territorio per tutelare il ricco e sconosciuto patrimonio artistico ed etnoantropologico della regione.
Gli itinerari confermano un’eredità culturale spesso sottovalutata che si vuole riportare in primo piano. Nel Lazio c’è molto oltre Roma: questa consapevolezza rappresenta l’impulso per promuovere nel mondo un patrimonio meritevole, con la certezza che laconoscenza delle radici dei popoli e della cultura del territorio è alla basedell’integrazione europea. Quest’anno il programma è rivoltosoprattutto ai rappresentanti dei Paesi stranieri, per allargare gli orizzonti oltre la città di Roma, alla scoperta del Lazio.
All’incontro di mercoledì farà seguito, sabato 24 settembre alle ore 11, la visita guidata gratuita a Palazzo Chigi di Ariccia (RM) inserita tra gli eventi delle Giornate Europee del Patrimonio 2011. Per i giornalisti che intendono partecipare sarà disponibile, da Roma, un pullman gratuito con partenza da Viadelle Botteghe Oscure, 19 alle ore 9.00; per avvalersi di questo servizio si prega di dare adesione entro la mattina di mercoledì 21.


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COMUNICATO STAMPA
Mostra
ARTE IN MARE


Il giorno 16 Settembre 2011, presso il Museo Diocesano di Gaeta, si inaugura la mostra ARTE IN MARE, organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio diretta da Anna Imponente con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia.
Questa collaborazione nasce in occasione del centesimo anniversario della fondazione dell’Associazione, che quest’anno assume un valore particolare perché coincide con i 150 dell’Unità d’Italia e dunque della Regia Marina.
La mostra, curata dalla storica dell’arte Patrizia Ferretti, presenta alcuni esemplari degli arazzi, oggi in deposito alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, provenienti dall’arredamento dei due transatlantici "Michelangelo" e "Raffaello", i due liners della Società Italia Navigazione che dal 1965 al 1975 hanno percorso la rotta Genova – New York.
Agli inizi degli anni ’60 del secolo scorso, il binomio arazzi e turbonavi - simboli dell’immagine italiana nel mondo - si è rivelato uno dei migliori esempi del made in Italy: molti artisti hanno, infatti, collaborato all’allestimento degli interni dei transatlantici seguendo l’idea di una “sintesi delle arti” che ha condotto ad esiti molto originali. Le opere furono commissionate direttamente agli artisti per essere inserite nella complessa struttura di saloni, bar, gallerie d'arte, dell’arredamento e delle decorazioni delle navi.
Oltre ad essere una parte importante della storia della marina italiana, queste navi sono state una vera e propria vetrina delle principali e più avanzate correnti artistiche del nostro tempo.
La mostra si articola in tre sezioni: nella prima, dedicata alla turbonave Michelangelo, sono presenti tre quadri ad olio e tecniche miste di Afro, Dova e Severini ed un arazzo disegnato dallo Studio Zoncada che aveva progettato l’arredo della Michelangelo. Sono esposti alcuni manifesti cm50x70 (realizzati a cura della ANMI) riproducenti documenti di vario genere relativi alla vita di bordo ed alla navigazione e una foto d’insieme del salone delle Feste che ospitava quattro arazzi floreali.
La seconda sezione è dedicata alla turbonave Raffaello: è possibile ammirare la fotografia d’insieme dell’interno del Gran Bar Atlantico di 1° Classe, che ospitava una serie di 22 arazzi dello stesso formato (cm230x120), di cui tre - di Accardi, Ercolini, Novelli - esposti in mostra insieme al grande arazzo di Lojze Spacal (cm 230x650) Borgo di Pescatori. Completano l’esposizione due foto dell’Arazzeria Scassa, con i saloni di tessitura e le donne ai telai, che bene illustrano la novità della tessitura ad alto liccio, innovativa nella storia della arazzeria e studiata in particolare per realizzare questo tipo di arazzi astratti, voluti da una Commissione presieduta da Venturi e da Argan. Anche per questa ammiraglia sono presenti due pannelli illustranti documenti vari.
Nella sezione multimediale, infine, verranno proiettati due DVD: Mà de Mà, prodotto dalla Fandango e Michelangelo e Raffaello, fine di un’epoca della casa editrice De Ferrari.
Nonostante la molteplicità delle fonti e delle esperienze - personali, estetiche, ideologiche, di movimento - da cui le opere provengono, si può facilmente individuare la traccia di una scelta culturale precisa indirizzata ad una testimonianza dello sviluppo dell'astrattismo italiano.
Le foto per gentile concessione della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

ARTE IN MARE
16 SETTEMBRE – 25 SETTEMBRE 2011
MUSEO DIOCESANO DI GAETA
ORARI: TUTTI I GIORNI DALLE ORE 16 ALLE 20
INGRESSO GRATUITO

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Lucio Colletti Onlus

6 luglio 2011 - ANACAPRI
CHIOSTRO DI SAN MICHELE

PREMIO “ORIENTE”
Scienza e Libertà


Il Centro Studi Lucio Colletti conferisce il premio a:
Anna Imponente

Il 6 luglio 2011, nel Chiostro di San Michele ad Anacapri, il Centro Studi Lucio Colletti ha conferito il Premio “Oriente” Scienza e Libertà ad Anna Imponente “per la sua attività professionale e le sue doti di competenza, capacità organizzativa, tenacia nel lavoro, che fanno di lei una figura esemplare e insostituibile di dirigente in un settore che vede l’Italia ai vertici dell’intero patrimonio artistico mondiale”.
Assieme ad Anna Imponente sono stati premiati Pupi Avati, Edoardo Boncinelli, Maurizio Fallace, Tonino Guerra, Lucrezia Lante della Rovere, Giorgio Minarelli, Pino Quartullo, Luigi Rolandi, Pamela Villoresi, Camilla Vitali.



Il nostro è un museo diffuso e lo apriamo al pubblico



DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELL’ABRUZZO

SOPRINTENDENZA PER I BENI STORICI ARTISTICI
ED ETNOANTROPOLOGICI DELL’ABRUZZO - L’AQUILA

COMUNICATO STAMPA
Passato – Presente. Dialoghi d'Abruzzo

Sulmona, Badia di S. Spirito al Morrone
15 luglio – 4 settembre 2011


Conferenza stampa e inaugurazione della mostra: venerdì 15 luglio ore 12.00


La mostra a cura di Anna Imponente propone una selezione di sedici opere tra le più significative delle collezioni del Museo Nazionale d’Abruzzo affiancati ad altrettanti lavori di alcuni tra i più noti artisti contemporanei, provenienti da collezioni pubbliche e private abruzzesi. Progettata prima del terremoto del 6 aprile 2009, è stata presentata di recente nei prestigiosi ambienti del Castello Colonna di Genazzano. Si configura come un’ ipotesi di museo ideale dell’arte del passato con una prospettiva verso il futuro e trova, nella consonanza tra opere antiche e contemporanee, continuità formali, poetiche e naturali, per le matrici abruzzesi della maggior parte dei lavori presenti, in originale o, in rari casi, attraverso spettacolari filmati.

Il gigantesco scheletro fossile di Mammuth del Pleistocene trova parallelismi con il Bucranio di Pino Pascali presentato per la prima volta al Premio Avezzano del 1966; i reperti di età romana quali il Coperchio funerario a forma di serpente, il Leone di Tussio (I sec. d.C.) e il Calendario Amiternino (20 d.C.), sono rispettivamente affiancati dalla sinuosa forma in travertino di Lucilla Catania (2007), dalla scultura in bronzo Leonessa di Venanzo Crocetti (1937) e dall’opera di Maria Dompè, Suffragium (1995). La famosa Bolla della Perdonanza, disposta dal pontefice nel 1294 a L’Aquila, trova corrispondenze con Celestino V – Una storia moderna, di Fabio Mauri, video dell’opera ideata nel 2008. La vetrata policroma con San Pietro Celestino, risalente al XV secolo, si confronta con il mosaico di Luca Maria Patella Vas Caelestinus V, vaso-ritratto fisiognomico. La maestria della scultura lignea abruzzese è testimoniata dalla maestosa Madonna in trono con Bambino della fine del XIII secolo e dalla Santa Coronata del XIV sec. consumata dal tempo, che dialogano con Intesa di Enzo Cucchi e con una scultura in legno combusto di Nunzio.
La Croce processionale del Duomo di San Massimo, capolavoro dell’oreficeria del XV secolo di Nicola da Guardiagrele, firmata e datata 1434, incontra Icaro di Attilio Pierelli, scultore e orafo che indaga gli spazi pluridimensionali.
Un affresco staccato dalla chiesa di San Basilio, la Pietà di Francesco da Montereale, protagonista del Rinascimento abruzzese, si confronta con un’opera monocroma di Ettore Spalletti che evoca i colori polverosi della pittura a fresco.
Il Gonfalone della città di L’Aquila, divenuto vessillo della città ferita e dipinto da Giovanni di Paolo Cardone nel 1583, è affiancato dal primo arazzo di Afro eseguito dall’Arazzeria di Penne, contemporaneamente valorizzata da una specifica mostra allestita nella Casa natale di Gabriele d’Annunzio a Pescara.
La tradizione delle ceramiche di Castelli, fucina artistica a partire dal XVI secolo, è documentata dal Paliotto con storie di San Francesco Saverio (1713), composto da diciannove elementi in terracotta smaltata e accostato a Germinazione di Claudio Palmieri, una serie di sculture in ceramica. Due preziose tavole del Maestro di San Giovanni da Capestrano della seconda metà del ‘400 trovano corrispondenze rispettivamente con una grande opera lignea di Mario Ceroli e con la spiritualità del linguaggio di Radu Dragomirescu.
Infine, le coperte lavorate al tombolo e un velo da sposa dell’Ottocento, si confrontano con un’opera di Christelle Familiari che utilizza il filo elettrico intrecciato per ottenere un effetto simile alla trina di un merletto e con i ricami in cenere di Maria Elisabetta Novello.


Organizzata con il sostegno della Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee, la mostra è frutto della collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo e quella del Lazio, oggi guidate rispettivamente da Lucia Arbace e da Anna Imponente. Comitato scientifico formato dalle Soprintendenti e inoltre da Anna Mariella Nuzzo, Claudio Libero Pisano, Enrico Sconci e Rossana Torlontano. Comitato organizzativo della mostra a Sulmona: Lucia Arbace, Anna Colangelo, Aurelio Ciotti, Mauro Congeduti e Panfilo Porziella.

Si ringrazia Pingue group per il brindisi offerto in occasione del Vernissage.


PASSATO – PRESENTE. DIALOGHI D’ABRUZZO
15 LUGLIO – 4 SETTEMBRE 2011
SULMONA . BADIA DI S. SPIRITO AL MORRONE
Visite guidate dalle ore 9.00 alle 14.00 nei feriali
Prefestivi e festivi su prenotazione

Responsabile Ufficio Stampa della SBSAE dell’Abruzzo
Piero Cocco
08624874239 3355964496
www.sbsae-aq.beniculturali.it






San Francesco

PROGETTO MOSTRA
SAN FRANCESCO
Capolavori nei secoli e testimonianze dal territorio reatino

Rieti, 16 giugno – 2 settembre 2012

Il 28 giugno nella sala conferenze del teatro Flavio Vespasiano a Rieti si è tenuto l’incontro con la stampa per la presentazione della mostra sul Santo più rappresentato nel corso dei secoli, progetto ambizioso e complesso che vede riunite per la prima volta 60 opere su San Francesco: una trentina provenienti dal territorio reatino, le altre da alcuni tra i più importanti musei italiani.
La mostra, ideata dal Comune di Rieti e dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Lazio, con la collaborazione di numerosi altri enti: il Museo e Archivio Diocesano di Rieti, la Provincia e la Camera di Commercio di Rieti, la Fondazione Varrone, il Centro Europeo di Studi Agiografici, l’Ordine dei Frati Minori di Roma, il Comitato Amici del Cammino di Francesco, vuole presentare ad un vasto pubblico alcuni episodi artistici legati alla figura del Santo di Assisi, allo scopo di promuoverne la conoscenza sul piano biografico e iconografico e valorizzare l’importanza del territorio reatino nella storia del francescanesimo.
Nel suo intervento la Soprintendente Anna Imponente ha sottolineato: “La squadra dei tecnici è già al lavoro per una ricognizione sul territorio di varie tipologie di manufatti artistici….. E’ stato predisposto un progetto di somma urgenza a Poggio Bustone per restaurare l’affresco in pessimo stato, risalente al XVI secolo, della chiesa di San Giovanni Battista, raffigurante San Francesco che riceve le stimmate alla presenza di Frate Leone”.
L’area laziale è centrale per la definizione e la diffusione dell’immagine di Francesco, come dimostra del resto la presenza della più antica rappresentazione del Santo nella cappella di San Gregorio nel Sacro Speco di Subiaco. La regione può essere certamente considerata una meta privilegiata per la conoscenza complessiva degli aspetti storici e artistici legati all’origine e alla diffusione della regola francescana. La valle di Rieti, in particolare, è denominata Santa perché in essa San Francesco soggiornò, con alcuni intervalli, dal 1209 al 1225, come attestano le fonti agiografiche e numerose testimonianze, confluite in un documento risalente all’inizio del XIV secolo, l’Anonimo reatino. Inoltre, la presenza di quattro Santuari costituisce la prova concreta dell’assidua frequentazione di questo territorio da parte del Santo: a Poggio Bustone giunse nel 1209 portando il saluto di “Buongiorno buona gente” che segnalava l’inizio di una presenza pastorale di grandissimo rilievo, qui ebbero luogo le intense esperienze di preghiera che fecero maturare in Francesco la decisione di recarsi a Roma dal pontefice Innocenzo III per chiedere l’approvazione della prima regola. Nel monastero di Greccio nel Natale del 1223 realizzò la rievocazione della nascita di Gesù mediante il celebre “Presepe vivente”; a Fonte Colombo, non a caso definito “Sinai francescano”, scrisse nell’autunno del 1223 la regola definitiva dell’Ordine; nel santuario della Foresta compì il miracolo dell’uva. Altri episodi fondamentali nella vicenda biografica del Santo si sono svolti a Rieti dove si recava spesso per le cure mediche e per la presenza in città della curia di papa Onorio III tra il 1225 e il 1226.
La mostra si articolerà in tre sedi espositive: negli spazi della sezione storico-artistica del Museo Civico di Rieti saranno esposti alcuni degli esempi più significativi dell’immagine di San Francesco nelle sue diverse declinazioni iconografiche. Il progetto prevede l’esposizione di circa 12 opere di artisti tra i più celebri, come Cimabue e Taddeo Gaddi, per il Medioevo; Antoniazzo Romano (un capolavoro presente nel Museo ospitante la mostra) e Tiziano per il Rinascimento, Caravaggio, Tiepolo e Francesco Podesti rispettivamente per il Sei, Sette e Ottocento, per giungere, ai giorni nostri, alle originali interpretazioni di Adolfo Wildt, Duilio Cambellotti e dello scultore umbro Norberto. Nella seconda sede, il Salone del Palazzo Papale della Curia reatina che ospita il museo Diocesano, saranno esposte le opere provenienti dal territorio - Rieti e provincia - selezionate tra quanto di più interessante è stato espresso nell’arte sacra in onore di San Francesco: dipinti, sculture e preziosi paramenti sacri che testimonieranno l’alta qualità della produzione artistica della zona. Molte di queste opere, in pessimo stato di conservazione, proprio per l’esposizione in occasione della mostra, saranno sottoposte a restauro con interventi promossi dalla Fondazione Varrone e dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Lazio. Infine, negli spazi espositivi che la Fondazione Varrone ha predisposto presso il Centro Studi e Convegni di Palazzo Potenziani, saranno raccolti i documenti più importanti riferiti a San Francesco e al Francescanesimo nel territorio reatino dal Duecento ai giorni nostri, tra cui la famosa “Regola”.
Questa mostra è senza dubbio un’occasione unica per conoscere e valorizzare i santuari della zona: durante il periodo in cui saranno esposte le opere verranno predisposti due itinerari turistici, uno a Rieti città e uno che seguirà il percorso del “Cammino di Francesco” e organizzate delle visite guidate in luoghi dove si conservano interessanti cicli pittorici con temi francescani. Saranno anche organizzate conferenze, dedicate ai capolavori in mostra, tenute da studiosi del francescanesimo e da storici dell’arte per approfondire i soggetti dei quadri e per un’analisi storico-critica delle opere.






COMUNICATO STAMPA
Mostra
PASSATO – PRESENTE. DIALOGHI D’ABRUZZO

Inaugura il 9 Aprile 2011, presso il Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea (CIAC) del Comune di Genazzano, in provincia di Roma, la mostra PASSATO – PRESENTE. DIALOGHI D’ABRUZZO, organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio con il sostegno della Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee, della Provincia di Roma e la collaborazione di Munus.

La mostra viene ospitata negli spazi del Castello Colonna di Genazzano, noto per l’importanza storica e per il ruolo strategico dei Colonna nei territori tra il Lazio e l’Abruzzo e per una consolidata apertura nei confronti delle mostre d’arte in quanto sede del CIAC.

Una selezione di sedici opere tra le più significative delle collezioni del Museo Nazionale d’Abruzzo – caratterizzate da una poliedrica raccolta che per campioni va dalla preistoria all’arte romana, all’arte rinascimentale a quella del Sei e Settecento, fino all’arte odierna - è allestita contestualmente ad altrettanti lavori di alcuni tra i più noti artisti contemporanei, provenienti da collezioni pubbliche abruzzesi quali il Museo Archeologico di Teramo, il Castello Orsini Colonna di Avezzano, sede della Pinacoteca Comunale, e il MUSPAC (Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea di L’Aquila), oltre che da collezioni private. L’esposizione, con la cura scientifica di Anna Imponente – progettata prima del terremoto del 6 aprile 2009 come allestimento sperimentale delle eclettiche collezioni del Museo Nazionale d’Abruzzo che occupavano un’ala del Castello Cinquecentesco di L’Aquila - si configura come una ipotesi di museo ideale dell’arte del passato con una prospettiva verso il futuro e trova, nella consonanza tra opere antiche e contemporanee, continuità formali, poetiche e naturali, per le matrici abruzzesi della maggior parte dei lavori presenti.

Il gigantesco scheletro fossile di Mammuth del Pleistocene, che occupava un intero bastione del Castello, trova parallelismi con il Bucranio di Pino Pascali presentato per la prima volta al Premio Avezzano del 1966; i reperti di età romana, memori della civiltà latina in territorio abruzzese, quali il Coperchio funerario a forma di serpente, il Leone di Tussio (I sec. d.C.) e il Calendario Amiternino (20 d.C.), sono rispettivamente affiancati dalla sinuosa forma in travertino e marmo dell’opera di Lucilla Catania Naturale (2007), dalla scultura in bronzo Leonessa di Venanzo Crocetti (1937) e dall’opera di Maria Dompè Suffragium (1995). La figura di Papa Celestino V è ricordata dall’immagine della famosa Bolla della Perdonanza, disposta dal pontefice nel 1294 a L’Aquila, e trova corrispondenze con Celestino V – Una storia moderna, di Fabio Mauri, video dell’opera ideata in occasione della festa della Perdonanza del 2008. Mentre la Vetrata di San Pietro Celestino, esempio di vetro policromo risalente al XV secolo, si confronta con il mosaico di Luca Maria Patella Vas Caelestinus V, vaso-ritratto fisiognomico. La maestria della scultura lignea abruzzese è testimoniata dalla maestosa Madonna in trono con Bambino della fine del XIII secolo e dalla Santa Coronata del XIV sec. consumata dal tempo, che dialogano con Intesa di Enzo Cucchi e con una scultura in legno combusto di Nunzio.

La Croce processionale del Duomo di San Massimo, uno dei maggiori esempi di oreficeria del XV secolo dell’illustre maestro abruzzese Nicola da Guardiagrele, firmata e datata 1434, incontra Icaro di Attilio Pierelli, scultore e orafo che indaga gli spazi pluridimensionali.

Un affresco staccato dalla chiesa di San Basilio, la Pietà di Francesco da Montereale, protagonista del rinascimento abruzzese e sensibile interprete dei modi di Antoniazzo Romano e del Pinturicchio, si confronta con un’opera monocroma di Ettore Spalletti che evoca i colori polverosi della pittura a fresco. Il Gonfalone della città di L’Aquila, divenuto vessillo della città ferita e dipinto da Giovanni di Paolo Cardone nel 1583, è affiancato dal primo arazzo di Afro eseguito dall’Arazzeria di Penne, in provincia di Pescara, emblema dell’artigianato tessile in Italia dalla metà degli anni sessanta.

La tradizione delle ceramiche di Castelli, fucina artistica a partire dal XVI secolo, è documentata dal Paliotto con storie di San Francesco Saverio (1713), composto da diciannove elementi in terracotta smaltata e accostato a Germinazione di Claudio Palmieri, opera costituita da una serie di sculture in ceramica anch’esse realizzate a Castelli.

Due preziose tavole del Maestro di San Giovanni da Capestrano della seconda metà del ‘400 trovano corrispondenze rispettivamente con la grande opera lignea di Mario Ceroli Mani pulite, coscienze sporche e con la spiritualità del linguaggio di Radu Dragomirescu.

Infine, le coperte lavorate al tombolo e un velo da sposa dell’Ottocento, che avevano arricchito di recente la sezione etnoantropologica del Museo, si confrontano con un’opera di Christelle Familiari che utilizza il filo elettrico intrecciato per ottenere un effetto simile alla trina di un merletto e con i ricami in cenere di Maria Elisabetta Novello.

Il progetto garantisce visibilità, oltre che alle opere della collezione del Museo Nazionale d’Abruzzo, inagibile dal 6 Aprile 2009, anche all’innovazione che si innesta sulle persistenti tradizioni locali, grazie alla partecipazione, curata da Elisabetta Silvestrini, di Simona Iannini e di Daniela Allega Fuciarelli: la prima che, per l’occasione, presenta un panorama sull’artigianato del tombolo abruzzese dalla produzione tradizionale alle nuove esperienze; la seconda che produce opere di oreficeria ispirate alle architetture delle chiese aquilane e alla rivisitazione della tradizione.

A lato della mostra, Bruna Esposito, artista internazionalmente nota, presenta insieme ad Emanuela Barbi, Enzo De Leonibus, Franco Fiorillo e Fabrizio Sartori, attraverso l’associazione Neola onlus, la rivisitazione di un dolce tradizionale aquilano, realizzato con il motivo del rosone di Santa Maria di Collemaggio, al fine di raccogliere un contributo per il restauro delle “nicchie del primo bacio” della scalinata della Basilica di San Bernardino a L’Aquila; mentre Giuseppe Stampone presenta un lavoro dal titolo Saluti da L’Aquila, 25.000 cartoline con le immagini della situazione attuale della città e dei paesi circostanti che perverranno ai responsabili delle istituzioni politiche e ai più importanti uomini di cultura e dello spettacolo internazionali.

La mostra, realizzata in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo e con Munus per la parte organizzativa, conta su un comitato scientifico formato oltre che da Anna Imponente da Lucia Arbace, Mariella Nuzzo, Claudio Libero Pisano, Enrico Sconci e Rossana Torlontano. La mostra ha il supporto di Selex Service Management - Gruppo Finmeccanica e del Consorzio Saec (Aenergica - Simec Sistemi).
Il catalogo è edito da Palombi.


PASSATO – PRESENTE. DIALOGHI D’ABRUZZO
10 aprile – 3 luglio 2011

CIAC - Centro internazionale per l'arte contemporanea – Castello Colonna di Genazzano
orari: dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19

Conferenza stampa: Roma, Palazzo Valentini (Sala Pace) - 6 aprile 2011, ore 11.00
Inaugurazione: Genazzano (Roma), CIAC in Castello Colonna - 9 aprile 2011, ore 18.00

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Responsabile Ufficio Stampa della SBSAE del Lazio Antonella D’Ambrosio
con la collaborazione di Fabio Giagnoni
Piazza San Marco, 49 - 00186 Roma
tel. 06 69674232- cell. 334 6897410 - fax 06 69674210
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Canepina (VT) Museo delle tradizioni popolari. Giubba da garibaldino, sacchetto per le monete e bandiera.

La Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio festeggia l'Unità d'Italia con un cimelio garibaldino a testimonianza di tutte le memorie conservate nel territorio del Lazio.





OLTRE ROMA NEL LAZIO: resoconto di un anno
Progetti della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio


Fra i molti progetti intrapresi dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio diretta da Anna Imponente che valorizzano la cura applicata dall’Istituto per sensibilizzare il pubblico all’attenzione verso il territorio e i beni artistici, se ne prenderanno in considerazione solo due, tralasciando, per esempio, il pur seguitissimo e molto apprezzato Dialogando con l’artista, una serie di sei incontri con gli artisti coinvolti, progettati con l’Università di Roma - Tor Vergata e l’Accademia di Belle Arti a testimonianza del lavoro di raccordo con le Istituzioni culturali che la Soprintendente si pregia di portare avanti.

La Soprintendenza BSAE del Lazio, partner dell’Associazione Santa Giacinta Marescotti, organizzatrice della mostra I Cappuccini nella Tuscia – frati pittori e opere d'arte per le chiese cappuccine 1535-1779, con la cura scientifica del prof. Italo Faldi e allestita nel Palazzo dei Papi di Viterbo dal 25 settembre al 7 novembre 2010, ha restaurato in amministrazione diretta quattro quadri presenti nel territorio di competenza.

Si tratta della tela raffigurante la Vergine in trono con Bambino ed i Santi Giuseppe di Leonessa e Margherita da Cortona opera di Ludovico Stern, datata 1750, e della tela in cui S. Francesco riceve le stimmate, di autore ignoto, databile al XVII sec., entrambe conservate nella chiesa di San Francesco a Ronciglione; della pala di Durante Alberti con la Madonna del Buon Consiglio portata dagli angeli e adorata dai santi (Francesco, Andrea, Caterina, Chiara e Antonio) datata al penultimo decennio del ‘500 ed oggi conservata nella chiesa di Sant’Antonio di Cura di Vetralla (VT); infine, della Resurrezione, di autore ignoto, del convento di San Paolo a Viterbo, databile al XVIII secolo.

Tali interventi - realizzati dalle restauratrici Federica Di Napoli Rampolla, Laura Di Vincenzo, Maria Milazzi, Alessandra Percoco e Paola Surace - hanno consentito una più corretta lettura dei dipinti e condotto a fruttuose scoperte, aprendo nuove prospettive di studio e di indagine: nel corso del restauro del dipinto dell’Alberti, ad esempio, curato nella direzione tecnico-scientifica dal dottor Giannino Tiziani, è tornato in luce, oltre allo stemma sul retro della cornice architettonica, anche la prova di un profondo rimaneggiamento del dipinto originale.

Le scoperte di maggior rilievo le ha offerte, però, la chiesa di Ronciglione, come la firma di Frà Semplice da Verona sulla tela con il S. Francesco o ancora la firma e la data autografe nella pala d’altare raffigurante la Madonna con Bambino e Santi cappuccini che è stato così possibile attribuire a Ludovico Stern e datare al 1750.

Anche la pala d’altare con l’Immacolata Concezione tra Santi di Scipione Pulzone, forse la più importante opera tra quelle oggetto dell’esposizione, ha acquistato nuova vita grazie al restauro operato, sempre a cura della Soprintendenza e con la direzione tecnico-scientifica della dottoressa Rosalba Cantone, da Rossano Pizzinelli, che ha permesso di scoprire la ricchezza e la qualità dei pigmenti usati e di rimettere in evidenza numerosi elementi iconografici di cui si era perduta l’originaria efficacia simbolica.

L’esposizione è stata inoltre l’occasione, nell’ambito delle Giornate del Patrimonio 2010, per promuovere la poco conosciuta ma interessante produzione artistica dei frati cappuccini, evidenziando così il rapporto evolutivo tra Cappuccini e Tuscia, sviluppatosi negli anni a partire dal 1535 e indagare in maniera più puntuale sul loro preciso programma iconografico, derivante dal Concilio di Trento e basato sulla raffigurazione dell’Immacolata Concezione e dei santi e beati dell’Ordine.

La mostra è stata presentata alla stampa, da varie personalità ministeriali e locali e dall’onorevole Francesco Maria Giro, che ha sottolineato l’importanza dell’argomento trattato ed auspicato che l’idea possa essere perseguita su tutto il territorio laziale.

La Soprintendenza è stata anche promotrice, in collaborazione con La Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI), del ciclo di conferenze Oltre Roma nel Lazio, una serie di incontri così formulati: il mercoledì, storici dell’arte della Soprintendenza ed esperti hanno tenuto, presso la sede della SIOI a Piazza San Marco, 51, conferenze specifiche, mentre il sabato successivo si è data la possibilità al pubblico di recarsi gratuitamente sui luoghi indagati, grazie a pullman offerti dai Comuni interessati, per constatare de visu l’interesse degli stessi. Gli incontri hanno avuto cadenza mensile ed a marzo hanno riguardato: Amatrice e Accumoli, a un anno dal sisma, le principali emergenze e le possibilità d’intervento in seguito al sisma del 6 aprile 2009, oggetto di studio della dott.ssa Alia Englen; ad aprile, argomento degli incontri sono state le Spigolature su capolavori viterbesi: problematiche di restauro di icone del Salvatore, sull’azione di tutela e valorizzazione di alcuni dipinti su tavola, a cura della dott.ssa Rosalba Cantone; nel successivo incontro, con la dott.ssa Benedetta Montevecchi, si sono analizzati I preziosi lavori di Pietro Vannini, orafo e scultore del XV secolo, dalle Marche al Lazio, all’Italia meridionale; l’ultimo incontro prima della pausa estiva ha avuto per oggetto Il territorio reatino tra Lazio e Abruzzo, fondamentale crocevia di culture extraregionali permettendo, grazie alla dott.ssa Paola Berardi, di conoscere un raro e quasi sconosciuto argento del Cinquecento, la Croce di Vallecupola; il quinto incontro in programma – il 15 settembre, con visita il 18 - Gli Altieri e il Feudo di Oriolo Romano: potere, podere e villeggiatura, a cura della dott.ssa Federica Di Napoli Rampolla, ha analizzato la politica espansionistica di questa famiglia nell’Alto Lazio; l’ incontro di ottobre, di cui è stata relatrice la storica dell’arte Isabella Del Frate, ha riguardato Una riscoperta in provincia di Roma: i dipinti del fiammingo Bartolomeo Spranger nella chiesa cinquecentesca di San Lorenzo a Sant’Oreste, frutto inatteso del recente restauro. Nel mese di novembre la dott.ssa Mariella Nuzzo ha intrattenuto il numeroso pubblico su I grandi ordini monastici europei nel Lazio: la presenza cistercense nel Lazio meridionale tra Casamari e Fossanova, mentre la visita ha riguardato la seconda abbazia. A conclusione del ciclo la dott.ssa Elisabetta Silvestrini ha parlato degli Ex voto dai santuari e luoghi di culto del Lazio, dando la possibilità di visitare il museo degli ex voto del Santuario di Santa Maria della Quercia in provincia di Viterbo il giorno di sabato 18 dicembre 2010. La media della partecipazione alle conferenze, veramente elevata, visto l’orario non agevole alle 16, 30 e la consistente offerta di una città come Roma, si è attestata alle sessanta presenze, con picchi di ottantacinque. I partecipanti alle visite in loco, una media di cinquanta persone, cioè il numero di posti consentito, ha raggiunto l’eccezione di sessanta presenze, per un pullman che poteva contenerle. Come può facilmente comprendersi, il tutto ha comportato un notevole aggravio di lavoro per il personale, che con vera dedizione si è impegnato anche a stilare un modulo per lo scarico delle responsabilità ed un questionario per il gradimento, conforme alle attuali regole. L’analisi dei dati ha dato risultati di piena soddisfazione da parte del pubblico coinvolto.

Antonella D’Ambrosio


Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Gennaio 2012 08:51
 

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