2020-2025, quanto potrebbe ancora crescere il gioco d’azzardo?

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Il gambling rappresenta oggi come oggi uno dei settori cardine di tutta l’economia mondiale ed europea, un autentico gigante della finanza con un fatturato imponente ed una crescita costante a due cifre. La conferma di quanto sopradetto arriva dalla ricerca “Europe Online Gambling Market – Growth, Trends and Forecast (2020-2025”. Con una previsione per il prossimo quinquennio che prevede un tasso annuo di crescita vicino al 10%.

I fattori dietro la crescita del gambling

La ricerca ha evidenziato, tra una proiezione e l’altra, i fattori chiave che guideranno la crescita del gambling online nel mercato europeo. A cominciare dalla capacità di penetrazione delle piattaforme di gioco relative a casinò online e scommesse sportive sul web. Gli analisti prevedono un incremento degli investimenti sul fronte del marketing da parte dei brand, per continuare il processo di adeguamento delle piattaforme desktop ai dispositivi mobile. La crescita delle sessioni di gioco, da smartphone e tablet, ha provocato l’accelerazione nel lavoro per sviluppare app e versioni mobile dei siti in linguaggio HTML5.

Gli altri motivi

Non solo hardware e software. Principale protagonista sarà probabilmente il lavoro congiunto che effettueranno brand leader del settore.

Negli ultimi anni sono andate in porto diverse collaborazioni, sinergie, partnership, e fusioni tra alcuni dei migliori operatori di gioco a livello nazionale e internazionale. La linea seguita dai brand è ormai questa: ne è un esempio l’unione tra Betfair e PaddyPower, oppure quella tra l’Italiana Lottomatica e Microgame. L’effetto delle vecchie e nuove fusioni consentirà, nel lungo periodo, al gambling online di accrescere la competitività e di aumentare la popolarità e diffusione tra i consumatori.

Ad oggi è la Gran Bretagna il paese leader per fatturato in Europa e nel mondo, con oltre il 70% di introiti totali. Alle sue spalle però primeggia l’Italia, che coi Paesi d’Oltremanica, è uno dei modelli vincenti e più seguiti dai mercati emergenti: quelli sudamericani, quello spagnolo, portoghese e tedesco seguono il modello italiano.

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